Comuni Ricicloni 2018

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09/01/2019

Premia l'UNIONE DEI COMUNI DI VALLEDORIA, SEDINI E VIDDALBA per i risultati raggiunti nella raccolta diferenziata

Nel 2018 Comuni Ricicloni, il concorso che premia i Comuni italiani in funzione dei risultati raggiunti in termini di raccolta diferenziata, compie 25 anni e, dopo diverso tempo, si tiene nuovamente anche in Sardegna.
L’edizione regionale quest’anno si svolge a Cagliari per sottolineare un passaggio importante. Dopo anni di forte immobilismo il Comune di Cagliari nel 2018 ha avviato una grande rivoluzione: quella del passaggio alla raccolta porta a porta. Un percorso pensato ed avviato ormai diversi anni fa, che ha incontrato numerose diicoltà, inalmente arriva a  compimento. I numeri consuntivi si potranno avere tra un anno ma i primi risultati di questo passaggio si vedono già nella riduzione dei riiuti a smaltimento, che hanno portato i primi beneici già nel 2018.
La novità di questa edizione è rappresentata dal fatto che la premiazione è stata inserita all’interno del contesto dell’Ecoforum Sardegna, una giornata di confronto e dibattito sul tema dell’economia circolare e delle buone pratiche nell’ambito della gestione dei riiuti nella nostra Regione, sul modello di quanto si fa a livello nazionale da qualche anno.
In questi ultimi anni i criteri di valutazione sono diventati più ambiziosi e la premiazione dei Comuni Ricicloni (quindi quelli che superano il 65% di Raccolta Diferenziata) è stata sostituita dalla premiazione dei Comuni Riiuti Free, che, oltre a superare il 65% di RD, inviano ogni anno a smaltimento meno di 75 kg di riiuto per abitante.
In questi 25 anni molto è cambiato nel nostro Paese, la Sardegna ha fatto grandi passi avanti e sono in corso trasformazioni importanti.
Gli obiettivi di riduzione dei riiuti e di raccolta diferenziata, impongono di adeguare i sistemi di raccolta in tempi assolutamente ridotti. Sui risultati della raccolta si gioca anche la previsione di diminuire il numero di impianti di smaltimento. Il passaggio in atto nelle città più grandi dell’Isola costituisce sicuramente una evoluzione importante, che va ad aggiungersi agli altri territori che hanno già raggiunto livelli elevati di raccolta diferenziata e di riduzione del residuo secco pro-capite.
Diventa sempre più necessario chiudere davvero il ciclo dei riiuti e attuare una vera economia circolare.
Lo stop alle importazioni di riiuti diferenziati da parte della Cina ha messo in luce la forte debolezza del nostro sistema: non può esserci sostenibilità ambientale, economica e sociale dei riiuti se non si è in grado di valorizzare i nostri scarti vicino a dove li si produce. Gli efetti di questa mancanza sono i magazzini saturi di materiali oggi senza sbocco, l’aumento dei costi, gli incendi nei depositi.
Per uscire da questa situazione servono impianti e norme adeguate come quelle dell’End of Waste. Ma serve anche una predisposizione del mercato ad utilizzare materie prime seconde o di origine riciclata.
Il ruolo delle istituzioni è fondamentale, tramite gli acquisti verdi, ma anche le associazioni di categoria economica possono sensibilizzare i propri aderenti.
Un altro tema di grande rilevanza è costituito dalla riduzione degli imballaggi a monte e il recupero di quelli necessari ai cicli produttivi, in impianti prossimi ai luoghi di produzione e utilizzo.
Sul lato dei riiuti organici invece, la proposta di nuova impiantistica è in forte sviluppo, anche grazie ai recenti incentivi per l’immissione del biometano in rete, e l’aumento della raccolta domiciliare renderà necessari questi nuovi impianti, per i quali, tuttavia, esistono ancora barriere non tecniche da superare, dovute alla mancata conoscenza del loro funzionamento e dei vantaggi che comportano, in termini economici e ambientali.
I riiuti speciali (principalmente prodotti delle aziende) entrano poco nel dibattito pubblico, ma sono in realtà una parte importante dei nostri scarti. Il problema coinvolge le istituzioni pubbliche e le comunità locali, per cui occorre un programma che punti a ridurre fortemente gli smaltimenti da parte delle imprese e con un ragionamento ad ampio spettro sui prezzi. Per i riiuti speciali la presenza di soluzioni di smaltimento a basso costo, che talvolta nascondo degli ecoreati, entra in diretta competizione con soluzioni più virtuose quali la prevenzione ed il riciclo.
Per quanto riguarda gli inerti cresce anche in Sardegna l’interesse a soluzioni innovative per il recupero.
Prosegue la pratica aberrante di abbandono dei riiuti nelle periferie, nelle campagne, nelle spiagge, anche nei comuni più virtuosi. Ma una nuova sensibilità ambientale si sta difondendo la consapevolezza del pericolo rappresentato dalla plastica e microplastica, fonte di inquinamento per i mari, i corsi d’acqua, l’ambiente in generale, con efetti devastanti per la biodiversità.
Nel 2018 anche in Sardegna sono nati i primi Comuni Plastic free, a seguito dell’innovativa ordinanza del sindaco delle Isole Tremiti, che hanno vietato nel proprio territorio l’uso e la commercializzazione delle stoviglie monouso di plastica, tra questi Domus de Maria e San Vero Milis.
ANALISI DEI RISULTATI E METODOLOGIA
Nel 2017 la percentuale di raccolta diferenziata arriva al 62,78%, nel 2016 era pari al 59,52 %. La produzione pro-capite di riiuti urbani nel 2017, 443 kg, si riduce leggermente rispetto al 2016, 445 kg, ma rimane più elevata rispetto ai 433 kg del 2015. Un risultato probabilmente legato alla difusione dei sistemi di raccolta porta a porta. I riiuti smaltiti diminuiscono di circa 26.200 tonnellate dal 2016 e la Raccolta Diferenziata si incrementa di 20.200 tonnellate annue, con una riduzione totale di 6.000 tonnellate di riiuti.
In questo quadro positivo sono 315 su 377 i Comuni con una raccolta diferenziata superiore al 65%, e 138 hanno superato il 75%.
In totale sono 120 i Comuni sardi che smaltiscono meno di 75 kg/abitante annui, un numero in costante aumento. La maggior parte sono piccoli comuni dell’interno, riuniti in Associazioni di Comuni (Unione di Comuni, Comunità Montane o altre associazioni). I Comuni costieri faticano a raggiungere questi risultati a causa della popolazione luttuante, che cresce nel periodo estivo. Fanno eccezione Orosei e Siniscola.
Tra i Comuni con più di 10.000 abitanti solo 5 riescono a stare sotto la soglia dei 100 kg: è il caso di Assemini, Capoterra, Ozieri, Siniscola, Tortolì.
Tra i capoluoghi, nel 2017, Cagliari con il 29% di RD smaltisce 422 kg/abitante, Oristano con il 77% di RD smaltisce 111 kg/abitante, Nuoro con il 66% di RD smaltisce 122 kg/abitante, Sassari con il 49% di RD smaltisce 247 kg/abitante.
Risultano virtuose le zone collinari e di montagna, anche grazie all’impegno delle Comunità Montane e in generale alla scelta vincente di organizzarsi in Associazioni di Comuni, ai sensi della Legge Regionale n° 12 del 2005.
In Sardegna abbiamo deciso di premiare 120 Comuni Riiuti Free, che quindi hanno una produzione di secco residuo pro-capite inferiore ai 75 kg annui, e quelle Associazioni e Unioni di Comuni e le Comunità Montane che hanno raggiunto a livello collettivo l’obiettivo di legge del 65% di RD. Inoltre, abbiamo deciso di valorizzare i Comuni costieri che, pur facendo fronte ad un’elevata presenza turistica per svariati mesi all’anno, riescono a rientrare negli obblighi di legge. Quest’anno i Comuni Ricicloni Costieri sono 52 su un totale di 72 e 5 di questi sono addirittura Riiuti Free.
E’ doveroso non dimenticare l’impegno quotidiano dei gestori virtuosi per il raggiungimento di questi risultati, al ianco delle istituzioni e dei cittadini.
In conclusione ci auguriamo di ritrovarci il prossimo anno un numero maggiore di Comuni Riiuti Free e Ricicloni, e tante storie dell’economia circolare da raccontare.